Dalla bombola gialla al 118
- Davide Simonini

- 10 apr
- Tempo di lettura: 8 min
Una vita in immersione

OK… Cerco di ricordarmi da quando ho cominciato ad avere a che fare con l’acqua… e non trovo la risposta. In verità poi la trovo!!!! Solo che ero troppo piccolo per potermene ricordare!
A qualche mese di vita risulta difficile ricordarsi di qualcosa 😅!
Allora poi mi ritrovo con qualche foto e praticamente metto a fuoco che sono cresciuto in acqua: dolce o salata, calda o fredda, indoor o outdoor, ecc. ecc.

Ma comunque nella mia vita l’acqua non è mai mancata.
I miei primi e vaghi ricordi risalgono alle piscine di Lerma. L’estate praticamente la si passava lì con amici e genitori già nella vita quotidiana. Poi, se ci aggiungiamo che i miei genitori facevano corsi subacquei già a quei tempi, io avevo la scusa per passare ore e ore in acqua tra scivoli, tuffi e le prime respirazioni sott’acqua con la mia bombola personale da tre litri totalmente gialla 🤩!

Era bellissima e, secondo me, mio padre e mio nonno l’avevano verniciata così da essere sempre ben visibile!!!
Diciamo che ero un bimbetto allegro fin dalla tenera, anzi, tenerissima età e tenermi d’occhio non era molto semplice.

Praticamente posso dire che dalla nascita ho solo cambiato tipo di fluido, ma non mi sono mai distaccato dal concetto di essere immerso.
Mio padre, alla fine, non era molto diverso. Era nei sommozzatori dei Carabinieri, quindi quando era in servizio era sott’acqua e quando era fuori servizio era comunque sott’acqua con le varie attivita del Centro Tecnico della Subacquea😂!!!!
A Lerma fondarono un’associazione che, al contrario di quello che si può pensare stando in Piemonte, funzionava alla grande e si riusciva a fare gruppo splendidamente (cosa invece che in terra pugliese non si riesce a fare, visto che il mare è alla portata di tutti sopratutto a livello economico).
Ricordo ancora quando, praticamente per gioco, mia madre e mio padre mi insegnavano a sistemare l’attrezzatura in ordine (parola che risultava molto difficile per me da seguire 🤪) sul bordo della piscina prima delle lezioni. Ma mai avrei e avremmo pensato che questo sarebbe stato il mio lavoro (facendomi imparare cose che mai avrei immaginato e che ora sono oro colato nella mia vita) a tempo pieno fino a trentaquattro anni, calcolando che lì ne avevo solo quattro o cinque!
Passa il tempo e ci trasferiamo in Puglia in una splendida villetta. Non era ancora del tutto operativa, ma era bellissima, con tanto spazio anche per un cagnolino che non tardò ad arrivare.

Rompevo le scatole da quando avevo parola per avere un cane e alla fine arrivò Lilly, una bellissima trovatella con tanto bisogno di coccole. Da quel momento ad oggi la mia vita non è più stata senza un cane che mi gironzoli intorno (attualmente ne ho due).
Nel 2000 i miei genitori aprono il Centro Tecnico della Subacquea. Forse a quei tempi non pensavano neanche loro che sarebbe diventata una realtà di riferimento in tutta Italia, ma rimane il fatto che questa avventura cominciò.
Inutile dire che i sacrifici fatti da loro furono tanti. Io ero troppo piccolo per metterli a fuoco, ma comunque la mia “buona volontà” la mettevo. Andavo in azienda per dare una mano..... a modo mio.

Il mio aiuto consisteva molto spesso nel mettere a caricare le bombole e riempire la pistola ad aria compressa di pallini di piombo (a quei tempi il piombo non era ancora plastificato), mettere in fila bicchieri di plastica sul bancone da lavoro del laboratorio, recarmi dietro il separé che c’era nella zona vendita e sparare ai bicchieri a colpo singolo o con effetto mitraglietta…
Peccato che un giorno me ne scordai uno dentro e per poco non accecai mio padre, che voleva semplicemente togliersi della polvere dai capelli… ma questi sono dettagli 🤪!!!!
Ritornando alle cose serie, tra una sparata al poligono del C.T.S. (Centro Tecnico della Subacquea) e ovviamente un giro in skate ogni giorno (all’età di dodici anni inizia la mia avventura nel mondo dello skate), senza rendermene conto iniziavo la mia formazione nel mondo della subacquea.


Da quegli anni fino al 2013 i ritmi con il diving e i turisti erano serratissimi! Da maggio a fine settembre buttavamo il gommone a mare alle sette di mattina e lo tiravamo su alle sei di pomeriggio, tutti i giorni tranne il lunedì, unico giorno di riposo.
Si lavorava tanto. Il team composto dai due Massimo, Alfredo e noi family era davvero affiatato. Le risate non mancavano mai (cene; taaante cene comprese), anche se a volte vedere i miei coetanei godersi l’estate, andare ai concerti, fare serate fino a tardi in spiaggia svegliandosi la mattina alle dieci (se andava bene) e praticamente fare la vita da ragazzi mi faceva inc***re immensamente (solo dopo tanti anni avrei capito l' importanza di quelle estati e ringrazierò a vita i miei genitori per ciò che mi hanno permesso di imparare).
Spesso ero anche bloccato nel praticare sport perché dopo le immersioni è una cosa assolutamente vietata e questo mi faceva sentire limitato anche quando finivo di lavorare.

Il tempo libero che riuscivo a ritagliare lo passavo sulla tavola da skate in preparazione del Campionato Italiano, fortunatamente con il mio gruppo di amici fraterni. Avrei voluto avere più tempo libero ma, ahimè, questo arrivava solo con l’inverno.
Anno dopo anno questo mi ha portato a vivere la subacquea come lavoro più che come passione e spesso questo, dalle persone e dai miei, non veniva capito creando non poche discussioni.
Il tempo passa e comincio a capire che, anche se per certi versi il mio alternare di umore riguardo al lavoro in proprio non era sempre facile, posso affermare di essere padrone di un’attività e di aver fatto una discreta esperienza non avendo neanche ancora compiuto trent’anni.
Le mie qualifiche ufficiali sono iniziate nel 20 ❓ conseguendo il brevetto di guida subacquea, e per ultima quella da istruttore nel 20 ❓ .

Questo comincia a farmi apprezzare il mio percorso e a farmi esprimere le mie idee apportando qualche modifica da giovincello (sfottendo i miei sulla loro età😝). Da qui comincia un bel percorso dove mi diverte la formazione nell’aspetto tecnico di manutenzione delle attrezzature, riparazione dei compressori di aria respirabile e ricarica di miscele. Oltre

questo i miei riescono a ottenere la miriade di autorizzazioni per aprire la sede di collaudo autorizzata dalla Regione e dall’INAIL (settore che diventerà il carro portante dell’azienda), settore nel quale ammetto di sentirmi moooolto a mio agio… anzi, mi piace proprio🤩!!!
Da qui in poi eliminiamo ufficialmente il servizio diving. Ovviamente la scuola sub rimane a pieno regime integrando anche i corsi rebreather, che fanno gola a molti e si pensa possano essere il futuro della subacquea.

Oltre a fare scuola, l’organizzazione di eventi non mancano: immersioni in parchi archeologici, relitti, semplici grotte, uscite biologiche, ecc. ecc. il tutto unito da risate e amicizie storiche e nuove.
Dal 2008 al 2023 lavoriamo anche come assistenti e coordinatori

dei mezzi di assistenza dello specchio acqueo ai tuffi dalle grandi altezze organizzato da Red Bull a Polignano a Mare… insomma non ci si annoia e si lavora a pieno ritmo fino a quando, l’8 marzo del 2020, l’Italia entra in lockdown a causa del Covid.
Insomma, non ci si annoia e si lavora a pieno ritmo fino a quando, l’8 marzo del 2020, l’Italia entra in lockdown a causa del Covid. In questo caso la “fortuna” ha voluto che stessimo cercando la nuova sede dove trasferirci, quindi con tutto bloccato rimaniamo accampati in un garage, senza riscaldamento, dove approntammo almeno un laboratorio e i compressori per la ricarica per chi aveva l’autorizzazione a lavorare in mare. Cercavamo, in un modo o nell’altro, di tirare avanti come tutto il mondo.

Nel frattempo, un annetto prima, mi ero approcciato al mondo dell’emergenza 118 delle ambulanze. Non è mai stato un segreto per nessuno quanto adorassi il settore dell' emergenza, cercando sempre uno sbocco lavorativo, ma nell’ambiente marittimo era sempre stato impossibile, soprattutto a causa delle “mafiette” che ci sono anche per via dei corsi fasulli che venivano molto spesso fatti.
Questo mi ha catapultato non solo in un mondo che mi piaceva, ma mi ha dato la possibilità di aiutare nel momento in cui il mondo era in ginocchio, innamorandomi totalmente di questo ambiente. Non era un lavoro, in quanto si trattava di volontariato, ma qualcosa in tasca arrivava, quindi oltre ad aiutare gli altri mi sono aiutato anche nel periodo in cui qualsiasi tipo di attività era in difficoltà.
Nel frattempo il Covid molla la presa e riusciamo a trovare quella che sarà la nuova sede dell’azienda a Triggianello. Stare a Polignano non ha più senso, in quanto non trattiamo più il turismo e soprattutto i costi degli affitti sono arrivati a prezzi irragionevoli.
Qui tutto prende forma. La nuova sede è grande, in un posto tranquillo e soprattutto facile da raggiungere per tutti i clienti, sia dell’entroterra che dalla zona costiera.
Mi allontano dal mondo delle ambulanze in quanto l’azienda riprende pian piano i ritmi normali e, anche se è brutto da dire, il volontariato non porta il pane a casa.
In più, nel frattempo, vengo anche assunto come tecnico di camera iperbarica all’ospedale San Paolo di Bari e, visto che il Covid non sa ancora se lasciarci in pace, accetto al volo perché ho la possibilità di avere uno stipendio fisso, visto anche
l’arrivo della piccola Azzurra. E poi, parliamoci chiaro, sono totalmente nel mio ambiente e a mio agio, in quanto strettamente correlato alla subacquea.
Oltre a questo posso continuare a stare in azienda, in quanto i turni sono solo da sei ore.

Che dire… la vita sembra cominciare a tranquillizzarsi. Ho un contratto in ASL e nel mondo della subacquea continuo a lavorare nell’azienda storica di famiglia.
Dopo solo tre mesi dall’assunzione in camera iperbarica arriva una chiamata inaspettata: in Puglia il 118 diventa un lavoro e

ho la possibilità di ottenere subito un contratto a tempo indeterminato in una S.R.L. parastatale che internalizzerà tutti i volontari della regione. Ovviamente accetto al volo per due motivi. Adoro l’emergenza, i turni sono da dodici ore (cosa che permette di avere più tempo per la famiglia, la passione per la montagna e l’azienda) e invece di fare 750 km alla settimana ne farò solo 150.
Da qui in poi posso finalmente dire che la mia vita sarà ADRENALINA e AVVENTURA a 360°.

Faccio l’istruttore subacqueo e lavoro in azienda con anche la tranquillità di un lavoro nell’emergenza, due mondi che sono sicuro che un giorno riuscirò a far incontrare. Tra alti e bassi posso dire che avrò a che fare con l’acqua fino non sarò in orizzontale!!! 🤪
LA STORIA CONTINUA!!!!
















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